Giulia Dickmans e la sua vita a Berlino

13 Maggio 2019   /   di    / Categorie:  Interviste

Giulia Dickmans e la città di Berlino

Da sempre la splendida città tedesca di Berlino è presente nel nostro immaginario collettivo, partendo da celebri film quali “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino” basato sull’autobiografia della sfortunata dodicenne Christiane F. e della sua tragica esperienza nella droga a “Il cielo sopra Berlino” di Wim_Wenders in cui due angeli vagano per la città e raccolgono pensieri e preoccupazioni dei passanti.

Scena dal film “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders (Fonte Wikipedia)

Ne parliamo con Giulia Dickmans che abita da diversi anni qui.

Chi è Giulia Dickmans e come nasce l’esperienza berlinese? Di cosa ti occupi qui?

Sono nata a Oberhausen da madre siciliana e padre tedesco e sono cresciuta a Bologna. Dopo un anno sabbatico passato a lavorare e viaggiare nella zona del Pacifico, ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Storia ed il primo incontro con Berlino è avvenuto proprio durante il secondo anno di università, grazie a una borsa di studio Erasmus. Una notte, tornando a casa, ha capito di essermi innamorata e che volevo vivere in questa città.

Sono da sempre interessata alla trasposizione della storia nello spazio pubblico e ho lavorato alla Gedenkstätte Sachsenhausen: parallelamente mi sono interrogata sui processi di costruzione della memoria collettiva. Ciò che mi affascina di Berlino è il fatto che sia in continuo cambiamento e che in questa città le possibilità paiono sempre infinite. Attualmente frequento il MA in Storia Globale alla Humboldt e alla Freie Universität, concentrandomi sulla storia coloniale e postcoloniale europea e africana. Nel tempo libero coltivo la passione per la danza, talvolta partecipando a workshops e talvolta scatenandomi nei club.

Come è cambiata questa bellissima città dopo il crollo del Muro e quali differenze di vita e mentalità è possibile riscontrare fra la vecchia Berlino est e la parte Ovest?

I cambiamenti piú evidenti sicuramente sono quelli architettonici: il muro é stato rimosso in gran parte, interi nuovi isolati sono stati costruiti dal nulla, o quasi, soprattutto nelle ex zone di confine come ad esempio la zona di Potsdamer Platz. Un altro aspetto centrale della riunificazione é stato quello del tentativo di creare una cultura e una consapevolezza storica comune tra Berlino Est e Ovest. Ció si é materializzato non solo nell’unificazione di molte istituzioni, ma anche nella creazione di memoriali o musei condivisi. Mi viene in mente ad esempio il Museo Ebraico con il susseguirsi di ampliamenti, ristrutturazioni e riaperture. Infine credo che la riunificazione abbia dato anche linfa creativa all’arte contemporanea. Essendo Berlino arrivata piú tardi rispetto ad altre cittá, in quello che pare un processo globale di gentrificazione e omologazione, ci sono ancora degli spazi liberi per creare, che anche se adesso diventano sempre meno, sono stati il biglietto da visita per i creativi di tutto il mondo. E di conseguenza l’arte risulta piú libera e ricca di contaminazioni diverse. 

In che cosa si distingue rispetto alle altre città europee?

Non so ancora per quanto tempo ancora sarà così, ma una delle peculiarità di Berlino é che, rispetto alla maggior parte delle altre capitali europee, é ancora una città economica. Ciò la rende una città estremamente vivibile, accogliente e trasversale. Persone di paesi e culture diverse, classi sociali differenti e di generazioni diverse spesso frequentano gli stessi luoghi, dai bar,ai musei agli spazi pubblici.

Berlino è conosciuta al grande pubblico grazie a film storici quali “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino” e “il cielo sopra Berlino”: cosa c’è di vero e di invece più fantasioso rispetto alla realtà?

Cosa c’é di vero e cosa c’é di fantasioso nei film nominati rispetto alla realtà é una domanda molto specifica, quasi da critica cinematografica, e io forse non sono la persona più qualificata per rispondere. Spontaneamente mi verrebbe da rispondere che i luoghi sono reali e, essendo Berlino una città così popolosa, la probabilità che ogni tipo di personaggio possa essere ispirato ad una storia vera sono alte. Poi chiaramente tutto dipende da quello in cui ciascuno crede…se uno crede negli angeli…  

Francesca Rossetti

  • Follow us:
Ex Libris Rubrica