Intervista all’autrice Ana Danca: “La bellezza interiore è la vera virtù di ogni donna”

6 Maggio 2019   /   di    / Categorie:  Interviste

Intervista ad Ana Danca, un’autrice rumena che scrive e pensa in italiano

Ho conosciuto la scrittrice Ana Danca alla Casa Internazionale delle Donne, a Roma, durante la Fiera dell’editoria femminile Feminsm. Eravamo vicine di stand, ed è stata la prima persona, presente in quello spazio, con cui ho famigliarizzato. Una donna non più giovanissima, ma con l’entusiasmo di una ventenne nel voler raccontare e raccontarsi perché, come dice lei stessa, la comunicazione e la cultura sono la base per un futuro migliore. Ana Danca è nata in Romania, ma autrice di diversi libri in lingua italiana. Forse anche per quello che c’è stato subito un’intesa particolare, nel voler amare l’italiano e l’Italia, più della propria patria. Sono diversi i volumi che ha pubblicato e con cui gira l’Italia per farsi conoscere e per diffondere e unire due culture. Una donna da ammirare. Andiamo a conoscerla da più vicino.

Ana Danca (a sinistra) con lo staff della Gilgamesh Edizioni allo stand GEArtis

Ciao Ana, benvenuta su GEArtis Web Magazine. Piacere di ritrovarti qui. Tu vivi in Italia da circa vent’anni, e provieni dalla Romania. Come mai è nato quel desiderio di voler scrivere in italiano e di raccontarti?

Ciao Maggie, si c’erano tante persone in quello spazio, ma quando incontri una persona negli occhi allora cambia tutto, perché non è un appuntamento, è destino. Citando lo scrittore francese Daniel Pennac  “Se incontri un essere umano nella folla, seguilo… seguilo!” Ed eccomi qua… Grazie.

Buongiorno a tutti.

Avevo bisogno di luce, cercavo la luce. Il desiderio di scrivere ce l’avevo da tanto tempo, questo l’ho capito quando avevo circa nove/dieci anni. Scrivevo poesie, le prime molto goffe e con versi sbagliati, ma divertenti, poi con il passare del tempo diventavano meno idiote, e sembravano molto belle. Ma crescendo, tutto è rimasto chiuso nel cassetto del mobile della cucina, dentro una piccola casa molto lontana da qui. Per lunghissimi anni ho vissuto in oscurità. È all’alba di un nuovo giorno, quando la mia mente fantastica, pensa, è stanca e si interroga: forse devo parlare con qualcuno? Ho pensato così quel giorno, ma quel qualcuno non l’ho trovato. Ormai era sera, quando ho preso un foglio e una matita e ho iniziato a parlare con qualcuno in lingua italiana, perché penso in italiano. Questa voglia di buttare fuori, di scrivere, di esprimermi con la scritturami fa stare bene. “Sto bene” sono due parole che volevo dire a qualcuno. Il foglio è stato l’unico ad ascoltarmi.

Il mio percorso culturale a Roma ha iniziato proprio dove ci siamo conosciute, alla Casa Internazionale delle Donne..

Il tuo primo libro si chiama “Come vuole la vita”. Tu dici che per tutto c’è una spiegazione, che sei convinta che il tempo e la pazienza ti porteranno a vedere il disegno finale che i fili della tua vita hanno intrecciato fino a oggi. A tutto c’è rimedio: alla solitudine, alla tristezza, all’infelicità, anche all’alcol, ai soprusi o alle ferite visibili e invisibili che un uomo violento ha lasciato sul corpo e sul cuore di una donna. A sentirti parlare così appare una donna forte e coraggiosa. E’ così?

“Chi è forte fuori è fragile dentro” si usa dire, sai Maggie, vedo la vita come una donna, una grande Donna, e non so perché nei miei confronti nutre una sorte di gelosia. È una sfida continua tra me e Lei. Mi dà tanti ostacoli da superare, non di poco conto; basta leggere il brano dei “servizi segreti”(pagina.73/74), un errore medico che mi portò in coma dopo aver messo al mondo un figlio, tanti momenti di tristezza e solitudine (nonostante le famiglie numerose) che mi portarono a tentativi di suicidio, ma per questo consiglio in lettura il libro. A te posso solo dirti che, davanti a questa Donna, mi sento molto piccola e tanto fragile. Ho sempre agito assecondando le necessità in cui mi trovavo, ecco perché dico “sono convinta che un giorno arriverò a vedere il disegno finale della mia vita”. Fin da’allora mi sento in dovere di difenderla con tutte le mie forze e mezzi. Come ho fatto in questi sedi all’Accademia di Romania a Roma, al Caffè Letterario a Mantova e Alla Fondazione Matalon a Milano, solo per citarne alcune di trenta conferenze di presentazioni in giro per l’Italia.

Qual è il messaggio che vorresti dare con la tua scrittura?

Parlare con la scrittura permette di sentirci veri e liberi di difendere noi e la nostra cultura. La mia scrittura con il progetto personale “Difendersi con la Cultura” ha come messaggio di promuovere il dialogo tra uomini e donne di tutte le culture, nella convinzione che la conoscenza reciproca e la diversità costituiscono il più prezioso legame umano. Oltre a questo, la scrittura è bellezza, perché ogni storia assume la bellezza della mia anima.

Il tuo secondo libro “Patrie Interiori” è un romanzo che inizia con l’entrata del bosco e prosegue alla riscoperta di un mondo fanciullo pieno di rabbia, dolore e bellezza. Volendo usare una metafora per esprimerne la portata, diremmo che si avverte la presenza del padre Zeus e della figlia Atena, nata dal capo del padre stesso che la inghiotte prima che nasca. E qui la parte di Atena, che nella mitologia greca difende gli eroi che compiono il bene e parteggia per le donne, la fa la protagonista del romanzo: una madre e una creatura generosa che viaggia come Ulisse per ritrovare, appunto, la sua “Patria interiore”. Com’è nata l’idea?

Quando sei straniero non hai una tua patria. Si sa, la terra è di tutti, ma la patria no. La mia Cultura è  molto simile alla cultura italiana, abbiamo tante cose in comune; le tradizioni, religione, compreso il cibo… però non posso dire che l’Italia è la mia Patria. Non ho mai avuto una risposta precisa alla domanda” Lei da dove viene?” Quando me lo chiedono inizio un viaggio di ricerca, e torno tornando nel mondo dell’infanzia. Questo mondo di fanciullezza ci aiuta a ripristinare il contatto con la parte più pura che vive in noi. La parola “Patria”, tanto sfruttata in passato e piegata alle logiche di potere o propaganda politica, in realtà significa la “terra dei padri”. Quindi la patria in un certo senso si identifica con il patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri, cioè il territorio, ma anche i valori e i contenuti spirituali che compongono la cultura di una nazione. In quest’opera racconto la magia, l’incanto di venire al mondo una seconda volta in una nuova patria, una “Patrie Interiori”come spiego al Caffè Letterario presso il Caffè Sociale di Mantova, All’associazione “Postumia”provincia di Mantova,  biblioteca comunale “Gino Baratta” Mantova, libreria IBS. (MN) Mondadori Modena, Verona e tanti altri posti nella provincia

La natura e l’ambiente che ti circonda, influiscono sulla tua scrittura e sull’ispirazione?

Non sono una molto romantica per dire che in mezzo alla natura sono ispirata per scrivere qualcosa, sono piuttosto pratica nel quotidiano, quando sono in cucina per esempio, o quando mi occupo delle faccende, sembra strano, ma il rumore dell’aspirapolvere mi dona l’ispirazione, così come la lettura, ma sto attenta a non essere influenzata da altri autori  perché vorrei rimanere me stessa nella scrittura.

Come hai fatto ad imparare così bene l’italiano?

La mia vita in Italia iniziò a gennaio 1998. Il primo anno usavo un libro di testo che avevo portato dalla Romania e lo tenevo sotto il cuscino nella camera da letto. Quando di giorno uscivo mi segnavo nel blocchetto note spese tutte le parole che scambiavo con le persone incontrate, e di sera, prima di coricarmi, prendevo gli appunti e controllavo e correggevo le parole. I miei figli frequentavano la scuola elementare e le scuole medie, e così il loro aiuto è stato fondamentale per tutti. Tengo a precisare che non abbiamo mai vissuto in comunità romena, in casa fin dall’inizio sì è parlato in lingua italiana, si pensava in lingua romena, poi si traduceva. Non abbiamo mai dimenticato la lingua madre, anche se adesso il processo è a rovescio. Vivo e lavoro in mezzo alle persone italiane, pensare e parlare in lingua italiana è diventato naturale. In momenti di necessità parlò in lingua romena con la famiglia di origine e con i pazienti che trovo nelle corsie dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, luogo in cui svolgo un servizio sociale di volontariato presso L’Associazione Volontari Ospedale (AVO).

Che cosa ti piace in particolare dell’Italia?

Onestamente dell’Italia mi piace quasi tutto. Vivo in Lombardia. Di cose belle ce ne sono tante; arte, cultura, paesaggi, l’odore del caffè e dei cornetti del mattino al bar, ma se posso usare una sola parola direi ” la gente”. Nonostante i difetti le persone sono un’insieme di buon cibo e l’amore per lo stare insieme in famiglia.

E cosa ti piace meno?

A tutto questo appena detto, manca l’apertura verso gli altri. Non mi piace la mentalità, soprattutto verso gli stranieri, di certo non a tutti per fortuna.

Ti manca il tuo paese d’origine?

Più vado avanti con l’età, e meno sento la mancanza. Nel rispetto della terra e delle radici famigliari ho il dovere di ricordare raccontando le mie origini.

Ana, tu vivi a Mantova. Città a cui sei affezionata immagino, ma c’è un’altra località italiana in cui trovi la cultura e l’interesse per il tuo lavoro?

Ho sempre avuto paura di sognare in grande, però a Roma mi farebbe piacere, chissà…

 

Ti occupi di diversi progetti. Come fai a coinvolgere il pubblico italiano con la tua narrativa?

Sinceramente non lo so. Penso che le storie di vita vera colpiscono, a maggior ragione se sono di tematiche emotivamente forti. Le storie che ho scritto sono racconti reali. Il pubblico ha sete di cose vere. È saziò di fantasia. Questo lo percepisco ad ogni presentazione che faccio in giro per il paese, sia nelle grandi città (Milano, Verona,Roma, Modena) come nei luoghi di provincia. Spesso i lettori mi scrivono che le mie storie risvegliano in loro certi ricordi d’infanzia e tradizioni, e che la lettura li fa vivere forte emozioni. La mia narrativa è adatta ad un pubblico di tutte l’età. In più i libri si trovano anche in versione audio formato CD presso il Centro Internazionale Libro Parlato”A.Sernagiotto” ONLUS Feltre (BL). E’ molto utile per le persone non vedenti, ipovedenti, dislessici, distrofici, anziani, malati terminali e tutti coloro per i quali la lettura in modo tradizionale non è possibile; così pure i vari enti, come scuole di ogni ordine e grado, biblioteche,case di riposo,A.S.L, amministrazione comunale, istituti specializzati all’assistenza dei disabili. A questo si aggiungono anche i mezzi di comunicazione sociale, internet, facebook, e il classico metodo, basilare dire ” passa parola”… Credo che sia questo.

Se potessi realizzare un tuo desiderio proprio ora, quale sarebbe?

Sembra una domanda facile,ma in realtà non lo è per un adulto. “Se non ora quando?” diceva Primo Levi !

Ed ecco … Vorrei iniziare, proprio da questo momento, vivere in armonia con il mio destino …  sarò felice!

Che cosa, secondo te, è una virtù che ogni donna dovrebbe avere?

Noi donne abbiamo combattuto tanto per acquistare diritti, calpestando certi valori morali e spirituali. La donna deve riacquistare la sua sacralità, perché la donna è un mistero di per sé, un principio e un valore. Secondo me la donna oggi dedica tanto tempo e denaro alla bellezza esteriore trascurando quella interiore. La bellezza interiore è la vera virtù di ogni donna.

Per concludere Ana, vorresti lanciare un messaggio ai lettori di GEArtis Web Magazine?

Cari lettori, il mio pensiero va a Maggie Van Der Toorn – direttrice di GEArtis Web Magazine, un ringraziamento sincero per la fiducia accordata. Sono, o penso di essere, una donna concreta. È la vita che mi ha insegnato di esserlo, però sarete voi a giudicare la mia capacità di raccontare e di quanto io sia riuscita essere convincente nelle risposte. Che altro dire,un affettuoso augurio per la vostra vita. Buona lettura. Grazie.

P.s. Con le mie opere mi presento al pubblico italiano, e presento il mio paese e il paese in cui vivo. Sono un biglietto da visita, una testimonianza che nonostante la cattiveria nel mondo il bene vince sempre sul male.

Grazie ad Ana Danca! In bocca al lupo per tutte le tue iniziative. Speriamo di riaverti presto con noi.

Lo spero tanto anch’io.  È stato un piacere parlare con voi. A presto!

 

I libri di Ana Danca:

https://www.mondadoristore.it/libri/Ana-Danca/aut02911278/

Maggie Van Der Toorn

 

 

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