Intervista allo scrittore Elia Banelli: L’uomo dei tulipani

25 Febbraio 2019   /   di    / Categorie:  Interviste

Intervista allo scrittore Elia Banelli

Elia Banelli, è nato a Catanzaro e residente tra Roma, l’Umbria e la Calabria. Giornalista pubblicista, lavora come consulente finanziario per un primario istituto bancario. “L’uomo dei tulipani”, il suo romanzo d’esordio, è arrivato finalista alla prima edizione del Concorso Letterario “Residenze Gregoriane”, sezione narrativa inedita. Noi di GEArtis lo abbiamo letto con grande interesse e vorremmo conoscere più da vicino questo giovane scrittore.

Ciao Elia, e benvenuto su GEArtis Magazine! “L’uomo dei tulipani” è il tuo libro d’esordio, ed è stato subito un successo. Qual è a forza di questo romanzo, secondo te?

Mi piacerebbe rispondere a questa domanda basandomi sulle recensioni e i commenti dei lettori, altrimenti rischierei di cadere in una stucchevole forma di autoreferenzialità. La forza del romanzo è basata su tre elementi essenziali. Per prima cosa, non esiste un unico protagonista centrale, attorno a cui ruotano una serie di comparse, ma è un romanzo corale in cui s’intrecciano le vicende e gli stati d’animo di diversi personaggi, ciascuno con una personale dimensione umana e letteraria, che induce il lettore di volta in volta a immedesimarsi. Pur trattandosi di una narrativa di genere molto diffusa in Italia e nel mondo, “L’uomo dei tulipani” è un giallo “atipico”, con una storia originale e particolare. Inoltre, è un romanzo in cui la Verità, o “la versione” della Verità, è messa costantemente a dura prova da una serie di imprevisti e colpi di scena che mantengono alta la tensione e la suspense dalla prima all’ultima pagina. Ogni “punto fermo” diventa fragile e viceversa, lungo un intreccio capace di incuriosire il lettore e mantenerlo incollato alle pagine.

Ci racconti il collegamento tra i tulipani ed i personaggi?

Il collegamento è costante e pervade la trama dall’inizio alla fine. Uno dei protagonisti del romanzo, Lorenzo Fiorucci, per esempio, acquista un mazzo di tulipani in un negozio di fiori e successivamente questo mazzo scompare misteriosamente. Quasi in contemporanea, un finto petalo di tulipano viene ritrovato accanto al cadavere di una delle vittime. “L’uomo dei tulipani” è il nome attribuito al presunto serial killer su cui indaga il carabiniere Franco Laganà. Ovviamente ci saranno altri legami occulti e nascosti tra i tulipani e l’intera vicenda, che non posso anticipare perché rischierei di svelare troppo la seconda parte della storia.

“L’uomo dei tulipani” è edito dalla casa editrice Alter Ego, e ha una bellissima copertina. Qual è l’importanza e la forza di una copertina?

Questa straordinaria copertina è frutto dell’ottimo lavoro creativo di Luca, il grafico della casa editrice. Io ci ho messo la mia parte, consigliando l’immagine alla quale mi sarebbe piaciuto che si ispirasse e che avevo tratto da un romanzo letto di recente: “Il codice dello scorpione” di Artur Perez Reverte. Devo ammettere che il risultato finale è stato persino superiore alle mie aspettative, per cui rinnovo i complimenti ad Alter Ego.

L’importanza di una copertina è fondamentale, oggi ancora di più perché viviamo nell’epoca dell’immagine e della comunicazione di massa, dove il marketing e il packaging di un prodotto, oltre a riflettere una cultura industriale, è sinonimo di bellezza e cura artigianale dei dettagli. E’ sufficiente considerare che vengono pubblicati circa 50.000 libri all’anno e quando entriamo in una qualsiasi libreria, siamo sommersi da centinaia di titoli e autori (per non parlare dei cataloghi online). Dunque, se un lettore non conosce il mio romanzo ed entra senza un’idea chiara o con il proposito di guardarsi intorno, senza dubbio una bella copertina è indispensabile per catturare la sua attenzione, almeno in un primo momento. E’ ovvio che poi un libro debba garantire un testo di qualità, ma l’uno non esclude l’altro, anzi devono avanzare di pari passo.

Il romanzo è ambientato in Umbria, con un intreccio calabrese che fa riferimento anche al tuo percorso personale. Quanto influisce un territorio in una narrazione?

Credo che per qualsiasi autore, grande o piccolo che sia, il luogo di nascita e di provenienza sia essenziale e inevitabilmente influenza lo stile della narrazione. Così come i posti in cui ha vissuto e le esperienze dirette traspaiono quasi sempre dalle pagine. Anche nel momento in cui si scrive un romanzo di fantasia o fantasy.

Non credo che se Dostoevskij fosse nato a L’Avana invece che a Mosca, avrebbe scritto “Delitto e Castigo” o “I fratelli Karamazov”. Magari avrebbe sfornato lo stesso un capolavoro, ma forse il contesto o certi personaggi sarebbero stati diversi. Uno dei primi consigli che i grandi romanzieri danno agli scrittori esordienti è: “scrivi di ciò che conosci”. E’ pur vero che oggi con Google Maps potrei anche ambientare una storia per le strade di New York o San Francisco senza avervi mai messo piede, però nel mio percorso personale ritengo sia importante raccontare luoghi che ho vissuto realmente, così come ispirarsi a persone o situazioni che hanno contribuito alla mia formazione umana e professionale. Nella mia storia personale e familiare l’Umbria e la Calabria rivestono un ruolo centrale, così come la città di Roma. Certo, un bravo narratore deve saper aggiungere un tocco di fantasia e deve essere in grado di inventare una storia o una trama, così come giocare con la psicologia dei personaggi, ma se si scava a fondo sotto la superficie, le proprie radici emergono sempre. Gli odori, i suoni, i sapor, le emozioni non si apprezzano solo davanti allo schermo di un computer.

Sei un accanito lettore di gialli. Da quale scrittore, o scrittori, hai preso spunto?

E’ una domanda difficile perché sono tanti i riferimenti letterari e culturali da cui mi piace trarre spunti o ispirazione. Non necessariamente romanzi di narrativa gialla. Sembra un paradosso, ma il libro che più di tutti mi ha invogliato a scriverne uno è stato “Il Paradiso è altrove” di Mario Vargas Lliosa, che racconta la storia dell’eclettico e controverso pittore Paul Gauguin. Se parliamo però di modelli di riferimento del genere thriller/giallo/noir potrei citare un elenco infinito. Mi limito a questi nomi: Stephen King, Michael Connelly, Lee Child, Jo Nesbo, Musso, Zafon, Robotham, Padura Fuentes, Glenn Cooper, Jeffrey Deaver, Scerbanenco, J.K. Rowling, Carrisi, Slaughter, Wulf Dorn, Charlotte Link e via discorrendo. Ciascuno ha il suo stile e il suo timbro, a volte anche molto diverso tra loro, ma sono tutti grandi maestri dai cui prendere esempio.  

 

Chi scrive e racconta, ha l’obiettivo di incuriosire, oltre che divertire, il lettore. Già nel primo capitolo del giallo “L’uomo dei tulipani” avvengono colpi di scena che istigano a girare pagina per saperne di più. Ci racconti qualcosa della trama e della tua tecnica di scrittura?

All’inizio la trama può apparire complessa perché accadano tanti eventi in poco tempo e ci sono diversi personaggi che hanno un “peso” importante e che influiscono in maniera decisiva nello sviluppo della storia. Per fortuna, molti lettori hanno invece apprezzato la prosa fluida e semplice, ma non superficiale, nonché l’utilizzo di numerosi capitoli brevi che hanno reso scorrevole il testo e facile la lettura. Quando scrivo cerco di mettermi il più possibile nei panni del lettore e mi domando: cosa mi piace quando leggo? E cosa invece non mi piace? Di conseguenza, sviluppo una storia che contenga un colpo di scena quasi subito, fondamentale per catturare la prima attenzione (come una bella copertina) e dopo essermi addentrato nel cuore dell’intreccio, mi piace chiudere quasi ogni capitolo utilizzando l’espediente del cliffhanger (non a caso diversi lettori hanno riconosciuto uno stile “cinematografico” nel testo). In seguito, adoro concludere con almeno due o tre colpi di scena nel finale per scardinare qualunque certezza e sorprendere il lettore. Un buon giallo deve saper contenere una certa dose di conflitto, non solo tra i diversi protagonisti, ma anche all’interno degli stessi personaggi. Inoltre, non deve contenere pomposi giudizi morali. Dobbiamo intrattenere e far pensare il lettore non rifilargli indigesti sermoni esistenziali. Il “cattivo” non è solo cattivo e il “buono” non è sempre buono. Odio il bianco e il nero contrapposti in maniera rigida ed estrema: la vita è piena di sfumature e arcobaleni. Giusto per citare uno dei miei miti, Fabrizio De Andrè: “C’è amore un po’ per tutti e tutti quanti hanno un amore sulla cattiva strada”.

“L’uomo dei tulipani” parteciperà all’ottava edizione del Premio La Provincia in Giallo, organizzato dal Rotary Club Caroli. Ti facciamo un grosso in bocca al lupo! Vincere, o comunque partecipare, a un Premio letterario, aiuta alla crescita del libro e dell’autore?

Prima di tutto auguro lunga vita al lupo perché, specialmente nella Sila calabrese, è purtroppo una razza a rischio di estinzione! In seconda battuta, senza dubbio vincere un concorso letterario aiuta la crescita di un libro. Dipende ovviamente dalla serietà e dal riflesso mediatico di cui gode il concorso. Di solito, chi vince il Premio Strega quintuplica le vendite del proprio libro. Nel caso della “Provincia in Giallo” si tratta sicuramente di un’eccellente vetrina nazionale e per questo ringrazio ancora una volta la casa editrice Alter Ego che mi ha fatto questa piacevole sorpresa. La competizione è alta e il nostro “uomo dei tulipani” dovrà vedersela con una bella selezione di titoli e autori di ottimo livello. Non sarà facile e sarei ipocrita se affermassi che non mi piacerebbe vincere! Però anche solo partecipare a un concorso così importante è motivo di soddisfazione e orgoglio, oltre che un prezioso aiuto nel percorso letterario che ho deciso di intraprendere.

Puoi descrivere in una parola soltanto cosa significa scrivere per te?

Vita.

L’autore Elia Banelli

Cosa vorresti dire ai lettori di GEArtis Web Magazine per coinvolgerli a leggere il tuo libro?

Cari lettori, se vi piace immergervi in un misterioso giallo di provincia, alla scoperta dell’Umbria come raramente l’avete vista, ricco di suspense, intrighi e colpi di scena, senza rinunciare alle riflessioni sulla vita tipiche della narrativa classica, allora “L’uomo dei tulipani” può fare al caso vostro! Se al contrario, leggendolo, non doveste rimanere soddisfatti, inviatemi il vostro Iban e verrete subito rimborsati J

Grazie Elia Banelli, per essere stato con noi! Complimenti per l’entusiasmo con cui scrivi e racconti, e in bocca al lupo per la tua carriera, che sia sempre in ascesa!

L’uomo dei tulipani è disponibile in libreria e sul sito http://www.alteregoedizioni.it/shop/spettri/luomo-dei-tulipani/

Per informazioni:  https://www.instagram.com/eliabanelli/?hl=it

Maggie Van Der Toorn

Per leggere la recensione Ex Libris del libro “L’uomo dei tulipani” clicca qui: luomo-dei-tulipani-elia-banelli/

 

 

 

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