Intervista a Giorgio Arcari, autore del libro “Love Songs”

4 Febbraio 2019   /   di    / Categorie:  Interviste

Un tè al centro di Rimini con Giorgio Arcari, autore dei libri “Love Songs” e “Neri Paradossali”

Incontro Giorgio Arcari al Bar Lento, nel centro storico di Rimini. Il pomeriggio è uggioso, ma Giorgio mi accoglie con un tè bollente e due libri: “Love Songs” e “Neri Paradossali”, entrambi editi da AIEP Editore https://www.aiepeditore.com/

Giorgio Arcari, milanese di origine e girovago per vocazione, nasce nel 1980 e ben presto si convince che avrebbe fatto lo scrittore. Come si fa tipicamente con i pazzi, non è ancora stato contraddetto. Si divide per anni tra redazione e teatro, per poi dedicarsi completamente all’editoria indipendente. Collabora con gli editori più innovativi e fonda l’associazione “Il Grafema”, che ricerca e supporta autori giovani ed esordienti. È il direttore della rivista letteraria on-line Grafema Magazine e della scuola di scrittura creativa “Il Grafema”, di cui è anche insegnante. Vive e lavora a Rimini e San Marino. Neri Paradossali è il suo primo libro, edito nel 2018, Love Songs il secondo, fresco di stampa, edito nel 2019.

Andiamo a conoscerlo da più vicino.

Salve Giorgio, ci racconti qualcosa di questo nuovo libro “Love Songs”?

L’idea di scrivere questo libro è nata in modo cosciente, circa tre anni fa, con la stesura di un racconto ispirato a un brano dei Joy Division. Il testo ha avuto un riscontro estremamente positivo, inaspettatamente, perché a dire la verità, personalmente lo trovai troppo sperimentale. Invece ha avuto tantissimi lettori e sono stato perfino contattato da un regista romano che ne ha fatto un cortometraggio. Però, ripensandoci e riflettendo, ho scoperto che il successo era dovuto al ritmo del racconto. Questo libro è il secondo di una trilogia, basato sulla mia ricerca della ritmica, all’interno della narrativa.

Com’è stato il tuo approccio in “Love Songs”, di collegare la musica a un testo?

“Love Songs” è una raccolta di racconti brevi. Ho collegato la ritmica di un testo narrativo al testo della canzone con un tempo di lettura equivalente all’ascolto del brano musicale. È un libro da leggere, ascoltando le canzoni. Si possono trovare le stesse parole dalla canzone, tradotte, allo stesso posto dentro le pagine. Ho lavorato molto sulla musicalità delle parole per far sì che fosse tutto fluido e ritmico.

Finora hai parlato di ritmo. Per la narrativa invece, come hai fatto?

Per la narrativa ho preso ogni canzone singolarmente e ho analizzato il testo con precisione, oppure, a mente libera, mi sono lasciato guidare dalla scena creata dall’autore, ispirandomi alla musica. Alcuni pezzi hanno subito un mutamento: un brano drammatico è diventato brillante, altri pezzi molto allegri si sono poi trasformati a una tensione maggiore. Per esempio, il racconto tratto dalla canzone ”Love is the drug” dei Roxy Music, canzone allegra degli anni ottanta, mi ha portato alla realtà di oggi, più drammatica come quella del “ghosting”, cioè la persona che sparisce e blocca tutto sui social.

Non c’è l’indice, ma c’è la Playlist con dei pezzi e nomi davvero interessanti, come The Cure, Eric Clapton, Tim Buckley, Alice Cooper, David Bowie e tanti altri. Tutti voci maschili. Come mai?

Ho preferito scegliere tra le centinaia di canzoni di un certo periodo, e non è stata una selezione facile. C’è solo una canzone recente, dei Mumford and Sons, del 2012, il resto è tutto un repertorio degli anni settanta, ottanta. La mia preferenza è stata per la musica inglese con una facciata romantica, trattandosi appunto di “Love Songs”. Con grande rammarico ho scartato le voci femminili, concentrandomi su quelle maschili, per il semplice fatto che nella narrativa è necessario che si racconti una verità e io, come uomo, ho più difficoltà a interpretare una visione dal punto di vista di una donna.

La Playlist contiene ventuno canzoni. È un numero voluto?

Ventuno è un numero magico e collega a un libro meraviglioso “Alta fedeltà” di Nick Hornby, in cui viene trattato proprio l’argomento delle compilation. All’epoca registravo le cassette musicali di novanta minuti e c’era spazio per ventuno canzoni.

“Love Songs” è stato pubblicato con AIEP Editore. Perché la scelta di questa casa editrice?

AIEP Editore è una casa editrice storica della Repubblica di San Marino, di cui sono il responsabile editoriale. Sto lavorando ad un progetto di rilancio del marchio e siamo passati, nel giro di alcuni anni, da una pubblicazioni di pochi libri a oltre venti pubblicazioni, quest’anno. Inoltre, dopo più di otto anni di ricerche per trovare una casa editrice adatta, finalmente con AIEP Editore, a fine febbraio uscirà una pubblicazione in esclusiva, tradotta in italiano, del libro scritto da Greg Graffin e Steve OlsonAnarchy Evolution”.

Che cos’è la musica per te?

Ascolto musica fin da piccolissimo, perciò esiste un stretto legame tra melodia e letteratura che mi dona ispirazione. Ho anche cantato in una cover band e forse è stata quell’esperienza, oltre ad avere il dono di avere orecchio per la musica, a farmi capire che la narrativa richiede un certo ritmo delle parole. Sia la musica che la scrittura, sono due espressioni artistiche sorelle, formate da tempi e battute, quindi dalla matematica.

Il libro precedente “Neri Paradossali” di cosa parla?

Si tratta di satira, e mi sono divertito molto a scrivere questo libro. Tra l’altro porta una serie di illustrazioni di Ettore Zonzini, un giovane di ventitré anni dal talento sconfinato, studente di architettura.

Come ti sei avvicinato alla scrittura?

Quando avevo otto anni ho letto “Le avventure di Huck Finn” di Mark Twain e da lì ho capito che volevo fare lo scrittore. Anche Buzzati mi ha dato ispirazione, ma Mark Twain era ed è il mio idolo e se ho avuto successo con i miei testi, è stato anche per aver appreso tanto dal suo modo di scrivere.

Con la tua associazione aiuti giovani autori emergenti. Sei quindi anche un talent scout?

Insegno scrittura creativa, e succede di trovare colui o colei che è particolarmente dotato/a nell’espressione. È mio dovere indirizzare un talento nella giusta direzione. Secondo me, essere artisti è un dieci percento di talento e un novanta percento di artigianato, perché bisogna lavorare tantissimo con determinazione per portare a termine un’opera.

Come si svolge il tuo corso di scrittura?

Tenevo il corso di scrittura creativa nella mia città: Milano. Poi quando mi sono trasferito in Romagna l’ho proposto a Cesena e a Rimini. Questa è la sesta edizione che si svolge ogni anno da ottobre ad aprile. Sono cinquanta ore, suddivise in venti lezioni, e sono passati circa cento ragazzi tra i miei banchi. Insegnare è anche per me un motivo di crescita e un incentivo di arricchimento interiore. Bisogna tenersi sempre aggiornati sulla continua evoluzione della lingua, che a volte tende ad impoverirsi. Studiare e ascoltare è un obbligo, soprattutto chi lo fa di mestiere dovrebbe avere la cura di scrivere bene.

Ho fatto il giornalista reporter, poi l’insegnante e insegnare mi piace moltissimo. L’anno scorso ho lavorato con una trentina di ragazzi di una scuola media di Milano, con cui ho fatto un corso di scrittura creativa. E quest’anno stiamo facendo un progetto molto interessante, perché grazie a un finanziamento del ministero abbiamo avuto la possibilità di girare un film, in collaborazione con il museo del cinema di Milano.

Scrivere, in una parola sola, che cos’è per te?

Respirare.

Cosa consigli ai lettori di GEArtis Web Magazine per leggere “Love Songs”?

Il mio consiglio è di ascoltare le canzoni per godersi appieno i testi di “Love Songs”, perché è quel pezzettino di cioccolato fondente che mangi con il rum più buono che riesci a trovare. Spero che piaccia a tutti.

Grazie a Giorgio Arcari per questa belle chiacchierata (e grazie per il tè) e in bocca al lupo per il nuovo libro!

Giorgio Arcari sarà al Bar Lento, in Via Bertola 52, Rimini, giovedì 7 febbraio, alle ore 19.30 per presentare “Love Songs”. Non mancate!

Info: https://www.facebook.com/eventÈs/853285721669300/?notif_t=plan_user_invited&notif_id=1548930165890740

https://www.aiepeditore.com/

Maggie Van Der Toorn

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

  • Follow us:
Ex Libris Rubrica