ROMA, il film che parla del Messico e di donne sole

13 Aprile 2019   /   di    / Categorie:  Cinema

Recensione del film “ROMA” di Alfonso Cuarón

Roma è un film del 2018 scritto e diretto da Alfonso Cuarón, primo regista messicano nella storia ad aggiudicarsi l’Oscar per la miglior regia e il Premio Directors_Guild_of_America_Award. La pellicola è in bianco e nero, una scelta intelligente che rievoca immagini d’epoca, aiutando così lo spettatore a ritrarre questo distacco nel modo più lirico.

Un film in cui i veri eroi sono le donne, protagoniste assolute, che insegnano ad amare e a rispettare la vita. La forza della sceneggiatura sta nella semplicità e nella quotidianità, così reale e ben dettagliata. Nulla viene trascurato, e in ogni azione si percepisce un messaggio chiaro e preciso. Ottime le riprese e il montaggio che assemblano  un lungometraggio degno di essere visto con ammirazione.

La storia è ambientata nel 1970 e nel 1971, prevalentemente a Città del Messico, nel quartiere medio borghese ROMA, e narra la vita di Cleo, una domestica nella casa di Sofia e  suo marito Antonio, i loro quattro piccoli figli, la madre di Sofia e un’altra cameriera. Le numerose scene della vita di Cleo con la famiglia – la pulizia, la cucina, portare i bambini a scuola, servire i pasti, mettere a letto i bambini e svegliarli – mettono in evidenza che il matrimonio tra Sofia e Antonio è in crisi. Poi Antonio parte per recarsi ad una conferenza in Québec. In realtà non tornerà alla fine del viaggio, ma Sofia tiene nascosto il suo allontanamento ai bambini, dicendo loro che il viaggio si è prolungato.

La forza del mare, delle onde, dei cuori spaventati e di vite spezzate, uniscono i personaggi in un abbraccio di solidarietà che colpisce e trasporta lo spettatore nel mondo in bianco e nero degli anni settanta. ROMA, un grande film, super consigliato, realizzato da un uomo, che sente il bisogno di fare pace con il proprio passato, per voler in qualche modo restituire alle donne della sua vita la loro forza e la loro libertà, pur essendo privo di colori.

Maggie Van Der Toorn

 

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